Essere o non essere?

La foto mostra un ragazzo che pedala in libertà in strada, intorno ad una bella fontana, durante una giornata di sole. Indossa dei jeans e una maglietta leggera.

Oggi molti festeggiano il compleanno del movimento #salvaiciclisti, nato il 28 Aprile 2012 a Roma, in Via dei Fori Imperiali per chiedere sicurezza nelle strade e un nuovo modello di mobilità. Casualmente (?), proprio oggi arriva la notizia di un nuovo emendamento al disegno di legge per la riforma del codice della strada, a firma del Senatore Esposito: casco obbligatorio per chi va in bicicletta.

Emendamento 2.1006

“Al comma 1, lettera d), al numero 5, sono aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e con l’introduzione dell’obbligo per i conducenti di biciclette di indossare un casco protettivo conforme ai tipi appositamente omologati».
Conseguentemente, all’articolo 3, dopo il comma 3, aggiungere in fine il seguente:
«3-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, è comunque fatto obbligo ai conducenti di biciclette di indossare un casco protettivo conforme ai tipi appositamente omologati.». “

Ho incontrato il Senatore Esposito il 5 Settembre 2015, quando occupava la poltrona di Assessore della Mobilità a Roma. Era un incontro sulla sicurezza stradale. Mi sono presentato come rappresentante del movimento #salvaiciclisti. L’incontro era stato facilitato dal Alfredo Giordani e dalla rete #vivinstrada.

C’era molto di cui parlare, la sicurezza stradale è un tema molto vasto su cui Esposito appariva del tutto ignorante. Ad un tratto – inspiegabilmente – iniziò a scagliarsi contro le biciclette e contro chi usa la bicicletta come mezzo di trasporto (“bloccherò il GRAB”, “non farò un centimetro di ciclabile”, “andate a vostro rischio e pericolo”). L’aggressione era talmente sopra le righe che con Paolo Rotafixa Bellino decidemmo di pubblicare la trascrizione e l’audio del colloquio. Questo fatto ha intaccato i rapporti personali con alcune persone preziose, e ci dispiace. Ciò che non si coglie dalla trascrizione e dalla registrazione audio è lo sguardo di sfida che Esposito rivolgeva a me – cioè ad un anonimo terminale del movimento #salvaiciclisti (a Roma non esisteva l’associazione).

Dicono che l’emendamento Esposito non potrà passare: il nuovo Codice della Strada, che contiene molte buone cose per chi non usa l’auto privata come mezzo di trasporto, non sarà contaminato da questo baco.

Questo emendamento ha quindi lo stesso repellente sapore dello sguardo che il 5 settembre il senatore Esposito ha rivolto a me, che non rappresentavo nessuno: la sfida da bulletto.

A noi le sfide da bulletto fanno sorridere.

Prendiamo però seriamente nota che, ad oggi, la lista degli emendamenti alla riforma del CdS contiene due insulsaggini:

Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo rimanere in silenzio perché tanto gli emendamenti non passeranno? Oppure dobbiamo festeggiare degnamente il 28 Aprile e andare per le strade?

Che poi è dove andiamo sempre.

Sandro

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