Nasce l’Associazione #Salvaiciclisti Roma: qui il verbale e la preiscrizione

Il 10/10 2015 è stata fondata da una partecipata assemblea, convocata nei locali dell’Ex Cartiera Latina di via Appia Antica 42, l’Associazione #Salvaiciclisti Roma. Qui il formulario per la preiscrizione, e di seguito il verbale dell’assemblea, a cura di Maria Anna Garcea. 

 

VERBALE

COSTITUENDA ASSOCIAZIONE SALVAICICLISTI ROMA

10.10.15

Il giorno 10 ottobre 2015 alle ore 10 si riunisce presso l’ex Cartiera Latina in Roma, via Appia Antica n. 42, il movimento Salvaiciclisti Roma.

I punti all’ordine del giorno sono i seguenti:

  1. discussione e confronto in merito alla necessità di dare vita ad una Associazione, che sia evoluzione del movimento;
  2. definizione di uno Statuto di riferimento per la costituenda Associazione;
  3. raccolta delle firme dei soci fondatori;
  4. elezioni del Consiglio Direttivo;
  5. definizione di una prima data per la prima riunione della neonata Associazione.

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La riunione ha inizio con il benvenuto ai partecipanti da parte di Sandro Calmanti, il quale ricorda i punti all’ordine del giorno e definisce le tempistiche della giornata di lavoro. Sono previsti nella mattinata una ventina di interventi programmati, seguirà il lavoro sulla definizione dello statuto (da capirne insieme le modalità) e a seguire, dopo una breve pausa pranzo, al via con le elezioni del Consiglio Direttivo. Obiettivo della giornata è sancire la nascita di un nuovo soggetto che si faccia da portavoce delle necessità del movimento.

La parola passa a Paolo Bellino: doveroso è il saluto a Luca Canonici. Bellino ricorda le origini del movimento (febbraio 2012) e l’idea di mobilità urbana che nel corso degli anni è stata con difficoltà portata avanti. Il movimento chiede ora di poter incidere concretamente sul dibattito politico e non. L’idea dell’associazione nasce a seguito di una provocazione: vuole il movimento impegnarsi nella costituzione di una lista civica? Domanda provocatoria che ha portato alla raccolta di differenti punti di vista. Si è tutti concordi, però, sul fatto che l’evoluzione naturale del movimento sia un’associazione vera, viva, persuasiva e conosciuta. Salvaiciclisti in qualità di osservatore privilegiato della mobilità vuole un cambiamento.

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Si dà, dunque, inizio agli interventi programmati.

Ad introdurre e moderare è Lodovico Mariani: ciascun intervento avrà una durata massima di 4 minuti.

Di seguito, si riportano le sintesi di tali interventi.

Paolo De Luca: quotidianamente il ciclista si scontra con una mentalità muro e gli incontri con le istituzioni hanno portato ad oggi a nessun risultato concreto. Un’associazione è necessaria affinché si possa trovare una modalità di confronto che porti all’ottenimento di risultati tangibili, necessaria affinché possa fungere da coordinamento per le diverse realtà associative esistenti nel campo della ciclabilità e della mobilità. Il primo obiettivo, dunque, da perseguire è l’unità interna: il secondo step è definire con le istituzioni una strada da percorrere insieme per l’ottenimento del risultato.

Roberto Pallottini: è fondamentale che il movimento salvaiciclisti si organizzi in maniera riconoscibile. Si ha bisogno di un soggetto con il quale le istituzioni possano dialogare in maniera ordinata e robusta. La criticità maggiore riscontrata è l’essere una minoranza e il riuscire a dialogare con l’altro diverso da noi: questo l’obiettivo, secondo Pallottini, della costituenda associazione, che deve porsi come attore positivo per il coordinamento ai fini dell’ampliamento del consenso attorno ai temi della mobilità dolce.

Michelangelo Alimenti: sono le minoranze ad essere promotrici di rivoluzioni. Una città come Roma non può continuare a vivere con i vecchi sistemi e occorre fondare qualcosa di nuovo che si immagina come associazione di associazioni. Il soggetto che nascerà sarà incisiva e quasi violenta con le istituzioni: sono queste ultime a dover trovare una soluzione ai problemi e alle istanze che, di volta in volta, si presenteranno. Compito dell’associazione è dare voce, forte, a tali istanze.

Massimiliano Baccanico: il movimento deve costituirsi come soggetto riconoscibile affinché le istituzioni siano obbligate al confronto. E la costituenda associazione dovrà avere un atteggiamento necessariamente duro se non desideriamo continuare a collezionare illusioni e delusioni. Si sogna una associazione che non si allei ai partiti ma che si evolva politicamente.

Catia Masi: immagino una associazione che coniughi consapevolezza, dedizione alla fatica, impegno, continuità e buon senso. È doveroso il dialogo quasi quanto la forza, quando necessaria. Il desiderio è che vi sia una buona percentuale di donne nell’associazione, che si ispiri così ai modelli nordici. Il messaggio obiettivo per coloro i quali vorranno essere parte attiva dell’associazione dovrebbe essere: sii il cambiamento che vuoi attuare nel mondo.

Alberto Fiorillo: anche se personalmente darò un appoggio esterno all’iniziativa, credo che la nascita di una associazione sia necessaria affinché si imponga un cambio di rotta. Le istituzioni per definizione sembrano esser sorde al mutamento: ebbene, saremo noi la novità. Le strade per giungere ad una soluzione sono sempre molteplici: l’associazione dovrà puntare alla condivisione per un allargamento del consenso. Attualmente ci si muove con estremo ritardo: occorre iniziare a vincere puntando su una strategia definita e condivisa e con una base di continuità.

Lorenzo Sturlese: importante per il movimento e la costituenda associazione è l’unità. Si respira un ampio consenso nei confronti di questa iniziativa: occorre, però, seguire una strategia concordata e definita. Affinché si possa dare un reale impulso al cambiamento, sarà fondamentale l’unità interna ed esterna.

Sara Poluzzi: ci si sorprende nello scoprire una necessità così forte e diffusa di dare vita ad una associazione. Il consiglio è di andare al di fuori: urlare questa realtà affinché altri possano sentirla e il consenso possa essere maggiormente condiviso. A volte basta lanciare il messaggio perché quest’ultimo sia compreso e coltivato e porti a risultati concreti. L’associazione che sogno è comunicativa: spinge per esistere sui media perché è un importante strumento per fare pressione ed entrare sulla scena delle decisioni. Si respira energia: occorre puntare ad una collaborazione tra le diverse Regioni del Paese.

Anna Becchi: occorre essere sinceri ed ammettere che inizialmente, innanzi ad una idea di associazione, si è registrata perplessità. Le criticità maggiori riguardavano la capacità di unire e le modalità di coinvolgimento. Oggi sappiamo e abbiamo avuto conferme del contrario. Siamo pronti ad essere attori di questo cambiamento e riteniamo che sarà fondamentale la presenza dei giovani nella costituenda associazione, quasi quanto quella delle donne.

Sandro Calmanti: la freschezza nell’uso quotidiano della bici e l’essere, dunque, fuori dalla storia del movimento salvaiciclisti degli ultimi anni, ha consentito di lavorare con serenità all’organizzazione di questa Assemblea. I problemi primari che la costituenda associazione dovrà affrontare saranno relativi alla insicurezza sulle strade e al cercare una nuova modalità di dialogo con le istituzioni.

Marta De Lorenzo: le intelligenze sedute in sala possono e devono coprire un buco associativo che indubbiamente esiste. La costituenda associazione potrà dettare legami e avrà capacità d’agire: tutte le esperienze nate dal basso portano a risultati positivi. I giovani dovranno essere la chiave. Quando si programmeranno azioni a lungo termine, l’aggregazione territoriale sarà fattore determinante.

Filippo Crostella: il movimento registra una necessità di evolversi e dovrà evolversi. Il consiglio è affrontare tale cambiamento in maniera sistemica: discutere non esclusivamente di bici ma di strada intesa come sistema complesso di interazioni. Sarà, dunque, necessario agire su diversi fronti.

Carlo Campanella: la costituenda associazione dovrà porsi necessariamente come primo obiettivo raggiungibile quello del coordinamento. Occorrerà uno statuto condiviso e occorrerà affrontare tutte le problematiche connesse al mondo della strada, a partire dalle consolari.

Paola Angelucci: come voce delle istituzioni e come cittadina, l’iniziativa è accolta con estremo entusiasmo. Da parte delle istituzioni l’associazionismo è fondamentale ai fini di una interlocuzione che sia costante e propositiva. Attualmente i municipi vivono una fase di immobilità ma vi è una forte intenzione programmatica. Le istituzioni vogliono metterci la faccia: costruiamo insieme un manifesto per la nuova mobilità romana. Puntiamo alla collaborazione fattiva.

Valeria Pulieri: la mobilità è un tema complesso e l’errore ad oggi è stato quello di agire in maniera spacchettata e non uniforme. La motivazione dell’Assemblea di quest’oggi è capitalizzare: occorre sancire un impegno che prima era spontaneo e non organizzato. Riprendere e definire le fila del piano che si vuole seguire e agire per obiettivi.

Corrado Gentile: sì ad una associazione ma attenzione al concetto di dialogo. Alle volte la lotta appare maggiormente incisiva nella quotidianità. Sì ad azioni concrete che consentano di ottenere risultati nel breve e nel lungo periodo. Il ciclista può e deve fare da solo.

Vito De Rossis: la prima emergenza è legata al traffico. Sic deve essere un messaggio umanitario che non parli esclusivamente alle bici e ai ciclisti. Basterebbe leggere e rispettare la Carta Europea dei Diritti del Pedone per trasformare Roma in una città civile. L’idea dell’associazione è accolta con entusiasmo: solo l’unione porta alla vittoria.

Luca Polverini: testimone fiorentino, ci si aspetta che la costituenda associazione parli a tutta l’Italia. Le criticità che Roma riscontra con le istituzioni sono le medesime nel resto del Paese: importante, dunque, sarà la costruzione di una rete e il dialogo con il diverso. Chi non usa la bici o non lo fa quotidianamente, non è un nemico ma un diverso con il quale dialogare. La costituenda associazione dovrà necessariamente essere civile.

Teresa Carlone interviene leggendo la lettera scritta da Simona Larghetti a seguito della morte di Luca. Le parole che la sala ascolta con attenzione emozionano e incutono rabbia: moriamo perché qualcosa è sbagliato. Non è corretto definire incidente qualcosa che accade ormai ogni giorno. È giunta l’ora di esistere. Roma crei un gruppo aperto che sulle basi dell’impegno, dell’umiltà e della costanza induca il cambiamento.

Federico Spano: occorre mettere a rete tutte le associazioni esistenti per comunicare con le istituzioni e il soggetto che sta per nascere avrà, dunque, il primario compito di coordinare e coinvolgere l’esistente. Occorrerà veicolare una cultura associazionistica, che punti all’ascolto e che raccolga energie. Solo in tal modo si potrà fare pressione ed essere concreti.

Paolo De Felice: il nome di salvaiciclisti incute timore. Molte le attività poste in essere ad oggi ma tanta ancora è la strada da percorrere. Troppe sono le morti sulla strada e, per coloro che osservano la mobilità da oltre il muro, la velocità è il primo mostro da abbattere. La costituenda associazione si adopererà in maniera ottimale: occorre puntare all’organizzazione del lavoro e alla divisione dei ruoli e delle responsabilità.

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Alle ore 12.30 l’Assemblea prosegue i lavori e affronta il secondo punto all’ordine del giorno ovvero la definizione di uno Statuto che sia da riferimento per la costituenda associazione.

La bozza di lavoro è fornita dallo Statuto già redatto da Salvaiciclisti Bologna.

L’Assemblea, moderata da Lodovico Mariani e su suggerimento di Valeria Pulieri, decide di costituire un sottogruppo di lavoro che definisca in versione definitiva i contenuti dello statuto.

Nel frattempo, si raccoglieranno le firme dei soci fondatori e i nomi di quanti desiderano candidarsi come membri del Consiglio Direttivo.

Alla ripresa dei lavori, stimata intorno alle ore 14, si condividerà il testo dello statuto (ed eventuali sue criticità) e si procederà con l’elezione dei membri del Consiglio Direttivo.

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I lavori riprendono alle ore 13.45.

Valeria Pulieri legge e condivide con l’Assemblea i contenuti dello Statuto relativi a finalità e Consiglio Direttivo, ovvero le due tematiche sulle quali il gruppo di lavoro si è confrontato e desidera ora coinvolgere i partecipanti alla riunione.

Si definisce insieme la griglia di finalità e si stabilisce con votazione che il Consiglio Direttivo si comporrà di 7 membri (12 persone hanno presentato la propria candidatura).

Il Consiglio Direttivo avrà la durata di due anni.

L’Assemblea eleggerà il Consiglio e quest’ultimo, a sua volta, designerà al suo interno Presidente, Vice Presidente e Tesoriere.

L’Assemblea decide che la votazione del Consiglio Direttivo avverrà nel seguente modo: ciascun partecipante scriverà su un foglio bianco il proprio nome e cognome e, a seguire, indicherà fino a 7 nomi tra i 12 candidati.

L’Assemblea prima di procedere alla votazione ascolta la presentazione (circa 1minuto e 30secondi) di ciascun candidato.

I 12 candidati a membri del Consiglio Direttivo sono:

  1. Massimiliano Baccanico

  2. Alessandro Ceci

  3. Sandro Calmanti

  4. Anna Becchi

  5. Valeria Pulieri

  6. Paolo Bellino

  7. Michelangelo Alimenti

  8. Giuseppe Fiore

  9. Maurizio Bonsignori

  10. Catia Masi

  11. Sabrina Grisoli

  12. Elena Scategni

Terminate le presentazioni, si procede con la votazione.

***

Alle ore 15.20 Lodovico Mariani presenta i risultati dello spoglio:

  1. Massimiliano Baccanico – 21 voti

  2. Alessandro Ceci – 8 voti

  3. Sandro Calmanti – 48 voti

  4. Anna Becchi – 48 voti

  5. Valeria Pulieri – 56 voti

  6. Paolo Bellino – 38 voti

  7. Michelangelo Alimenti – 49 voti

  8. Giuseppe Fiore – 52 voti

  9. Maurizio Bonsignori – 6 voti

  10. Catia Masi – 33 voti

  11. Sabrina Grisoli – 17 voti

  12. Elena Scategni – 38 voti

Entrano, dunque, a far parte del Consiglio Direttivo:

  • Sandro Calmanti
  • Anna Becchi
  • Valeria Pulieri
  • Paolo Bellino
  • Michelangelo Alimenti
  • Giuseppe Fiore
  • Elena Scategni

Il neonato Consiglio Direttivo si riunisce ora per eleggere al suo interno Presidente, Vice Presidente e Tesoriere.

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Alle ore 15.30 Paolo Bellino riferisce all’Assemblea quanto deciso dal Consiglio Direttivo.

Presidente della costituenda associazione Salvaiciclisti Roma è Sandro Calmanti, Vice Presidente è stata designata Anna Becchi mentre la carica di tesoriere è affidata a Giuseppe Fiore. Portavoce: Paolo Bellino

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L’Assemblea chiude dandosi appuntamento al prossimo 9 novembre p.v.

Luogo e orario dell’incontro saranno comunicati successivamente a mezzo mail, grazie alla disponibilità di un indirizzario predisposto all’inizio della riunione.

Il Consiglio Direttivo avrà premura di condividere con i partecipanti all’Assemblea il testo definitivo dello Statuto prima che sia siglato e registrato presso l’Agenzia delle Entrate.

Si decide che a siglare lo Statuto saranno n. 3 soci in rappresentanza dell’intera Assemblea.

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Il saluto di un rappresentante catanese, giunto appositamente a Roma per partecipare ai lavori dell’Assemblea, dà termine alla seduta: l’augurio condiviso è che quello compiuto sia il primo passo verso la nascita di una Federazione.

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