Salva i ciclisti Roma agli stati Generali

 

di Drughino Yari

Molti i Salvaiciclisti Romani presenti a Reggio Emilia per gli stati Generali della Bicicletta, presenza importante, come ormai avviene in tutti gli eventi nazionali; un gruppo nutrito, sempre entusiasta e portatore di energie inesauribili che ha contribuito a realizzare un evento ricco di spunti e riflessioni, in grado di produrre analisi e soluzioni, verso un modello di spostamento diverso, nuovo.

Un modello che consente di immaginare degli spazi cittadini nel futuro, dove  l’utilità, la razionalità e la sostenibilità saranno le chiavi nella scelta di un mezzo per spostarsi, un mezzo “opportuno” modulato sulla efficienza e sull’efficacia, che trasformi  la città rendendola sicura, più intrisa di bellezza e socialità.

A quando gli Stati Generali Romani?

Un tavolo dove rilanciare sul territorio, con forza ed entusiasmo quello emerso a Reggio Emilia, trasformandolo in una azione concreta.

 

Nel dettaglio la prima bozza di proposte del libro di impegni uscito dall’assise

Ecco una prima sintesi del documento. dal blog http://bicisnob.wordpress.com/2012/10/07/dagli-stati-generali-la-visione-di-una-societa-post-automobilistica/L’Italia cambia strada – Serve una Svolta:

  • per Territori e Paesaggi di qualità, curati e presidiati, attrezzati per la mobilità dolce;
  • per Città di persone, libere dalle auto, più sicure, sane, belle, vissute;
  • per una Mobilità sostenibile, più efficiente, intelligente e funzionale;
  • per i Pedoni e i Ciclisti, da mettere al centro della mobilità urbana;
  • di innovazione sociale: visioni, progetti, decisioni, che siano condivise e che attingano dalle comunità.

In che Direzione:

  • verso un target 20-20-20 della mobilità (intese come percentuali di ripartizione modale, tra bici, pedoni, trasporto pubblico locale-Tpl), come obiettivo medio nazionale, ma per il quale ogni città dia il proprio contributo, andando anche oltre;
  • verso un target Zero incidenti in ambito urbano puntando a dimezzare subito morti e feriti tra pedoni e ciclisti;
  • verso i 30 km/ora in ambito urbano con eccezione della viabilità principale o di ambiti definiti, la cui definizione sia responsabilità dei Piani locali;
  • verso i 20.000 km della rete ciclabile nazionale (di cui 6.000 di EuroVelo)

Come. Le strategie:

  • ridisegno degli spazi e delle strade e nuovi quartieri Car free, ai fini della moderazione del traffico e della convivenza tra diversi modi di muoversi;
  • progettazione e attivazione di servizi integrati e innovativi per una città amichevole che incoraggi il passaggio dall’auto in proprietà a sistemi integrati di mobilità, ad esempio: parcheggi bici-Tpl, stalli, parcheggio spazi condominiali, ciclofficine e luoghi (Bike Square) di aggregazione, ciclabilità diffusa (corsie, preferenziazioni, reti ciclabili come valorizzazione del paesaggio), bikesharing, servizi bici cargo per le merci, intermodalità, infomobilità (orientate alle bici);
  • ruolo delle comunità (privati, associazioni e cittadini) per dare loro informazione a voce, per valorizzare il loro ruolo di innovazione di servizi e di prodotti;
  • individuazione di investimenti da attivare e o da ridistribuire per il finanziamento della mobilità ciclistica;
  • incentivi e disincentivi come: premi a Comuni e quartieri virtuosi, incentivi per i lavoratori (premi, agevolazioni, convenzioni, abbonamenti e defiscalizzazioni per i datori di lavoro che li utilizzano). Incentivi mirati ai i giovani (premi, riconoscimento sociale, abbonamenti, convenzioni, modalità aggregazione). Riconoscimento dell’infortunio in itinere anche per lo spostamento in bici casa-lavoro. Disincentivi all’uso dell’auto (tariffazione sosta, accessi aree congestionate).

Strumenti
Revisione organica del Codice della Strada e delle norme tecniche che vanno rivisti, snelliti, armonizzati e corretti per quanto concerne la mobilità ciclistica e pedonale. Coinvolgimento delle associazioni di utenza debole nella sua ridefinizione.
Progettazione urbanistica (integrazione degli obiettivi ciclabilità nei Piani urbanistici e nei regolamenti edilizi, utilizzo mirato degli oneri di urbanizzazione, ricalibrazione degli standard di parcheggio).
Elaborazione/Revisione dei Piani locali della Mobilità, alla luce degli obiettivi di riequilibrio e di sicurezza qui indicati e redazione dei piani per la sicurezza urbana.
Sviluppo di un Piano nazionale della Mobilità ciclistica.
Istituzione della rete ciclabile nazionale anche in funzione del cicloturismo e delle attività economiche collegate e definizione della segnaletica di direzione per i percorsi ciclabili urbani ed extraurbani.

Comunicazione.
Educazione nelle scuole, università e nei luoghi di aggregazione, con progetti inclusivi (Scuole Car free, Ciclo-pedibus).
Formazione nelle Pubbliche amministrazioni, per decisori e tecnici.
Comunicazione mirata e differenziata.
Agire sui linguaggi e sui simboli.
Produrre emozioni, non dogmi.
Usare messaggi positivi e inclusivi.
Attivare strumenti dedicati (Portali web, Giornata nazionale della Bici, adesione alla Settimana Europea della mobilità, Bike Pride, Network tra buone pratiche e servizi, Campagne Bike to work – to school – to shopping).

Chi
Una Cabina di regia nazionale, incardinata dove si formano le politiche, ma anche di coordinamento traversale (Ministero dei Trasporti, dell’Ambiente, della Salute… ). Regioni con fondi e leggi dedicati, in particolare per la progettazione urbanistica. Comuni con Ufficio bici, Bike plan, partecipazione, obiettivi e monitoraggio. Comunità (imprese, associazioni, movimenti, cittadini… ) come protagonisti del cambiamento.

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